le stanze

la copertina dell'EP

sono soddisfazioni

Recentemente ho avuto l’opportunità di realizzare una copertina per una band di cui sono fan. È una bella cosa. Ed è ancora più bello quando fai delle proposte grafiche che vengono apprezzate: é bello essere apprezzati da chi apprezzi. Scusate la retorica.
Ad ogni modo ho realizzato l’illustrazione di copertina di “le stanze” dei Distinto (ovvero Daniela D’Angelo e Daniele Ferrazzi), talentuoso duo milanese, gran voce lei, gran chitarra lui, gran raffinatezza entrambi, testi che lasciano cicatrici. Mi fermo qui, lascio il resto alla critica di settore, io mi limiterò a dire che – usando un neologismo molto in voga tra noi giovani – spaccano di brutto.
E io ho fatto una copertina per il loro ultimo EP. Ed è una illustrazione che è anche un disegno di architettura. La sintesi perfetta, insomma: questo mondo brutto dà ancora qualche soddisfazione.

È appena partito il tour di presentazione dei brani dell’EP, e vi consiglio di non perdervi i live.
Cercateli e ascoltateli qui:

facebook.com/distintoband

soundcloud.com/distinto-band

 

architettura di notte

il mio tavolo da studio nelle ore notturne: disegni, grappa, tabacco, libri

La professione di questi tempi procede a ondate, dopo la secca degli ultimi tempi è arrivata un’onda alta che mi costringe in ufficio fino alle tre di notte. Ovviamente la cosa mi stanca molto ma mi permette di apprezzare una dimensione che trovo particolarmente indicata per il mestiere che faccio, per la sua parte migliore, almeno, quella più creativa, meno burocratica: progettare di notte.

La notte è un luogo di solitudine e ho avuto modo di assaporarla, la solitudine del progettista nel prendere decisioni, nel dare una direzione al progetto (di architettura in questo caso), nel sentirsi solo nella responsabilità della propria firma. E rivendicarla tutta, questa solitudine dolce.

Questi tempi sono un contesto dove tutti – professionalmente ma non solo – siamo più soli, ma quella che ho vissuto in queste notti è stata una meravigliosa, faticosa e appagante solitudine creativa, ho rappresentato il senso profondo di quello che credo sia il mio lavoro e il mio modo di farlo.

Ecohousing Pandino // Workshop

Ecohousing - workshop progettuale, locandina

Domenica sarò alla sede dell’associazione Ecohousing, a Spino d’adda, per il workshop progettuale con le famiglie.
Sono stato incaricato del progetto di massima del co-housing che sorgerà a Pandino, sto elaborando le prime idee e l’incontro sarà l’occasione per raccogliere tutti i contributi necessari affinché le idee diventino forma e poi casa.

Credo molto in questo progetto, nella sua carica politica, sociale, economica. È uno di quei casi che fanno avanguardia e immaginano i modelli che consentono alle società di continuare a vivere. La cosa più bella è che è pensato, fatto e sostenuto da persone normali. Si può fare.

Da un punto di vista disciplinare inoltre il tema del co-housing riporta il progetto di architettura (residenziale) in un terreno in cui l’interlocutore dell’architetto è colui che abiterà, non un investitore o un broker. È un modo semplice per ridare senso anche al mio mestiere. Sono molto felice di essere il progettista e ringrazio l’associazione, nella persona del presidente Andrea Seghizzi, per avermi incaricato.

Naturalmente siete tutti invitati a partecipare al workshop.
Domenica 23 giugno 2013 // 17:00
via Martiri della Liberazione, 52
Spino d’Adda

 

Spetàcol

copertina di Spetàcol, album di Gio Bressanelli

Spetàcol

Sono entrato da qualche anno nel giro di due cantautori miei concittadini: Gio Bressanelli e Denis Guerini. Un giro che mi sta dando più di una soddisfazione.

In primo luogo perché ci suono, la chitarra, in un modo che non avrei mai sospettato. Come ogni adolescente mi sono avvicinato allo strumento in un’ottica espressiva che privilegia l’estetica esasperata ma informale del rock, del rumore – cosa che non mi ha ancora abbandonato, per fortuna – molto proiettato al protagonismo solista. Con questi due musicisti ho scoperto un modo di usare lo strumento al servizio della loro poetica ed espressività e i toni sopra le righe hanno ceduto il passo ad un modo di far parte dell’insieme finalizzato al concerto, inteso nel senso letterale (vedi qui, per esempio, la prima definizione).

In secondo luogo perché posso dare anche il mio contributo professionale. Spetàcol, di Gio Bressanelli, è l’ultimo album a cui ho collaborato, come chitarrista e come designer.

Illustrare la copertina di un album è un lavoro semplice se conosci le musiche. Soprattutto dà una soddisfazione particolare nel caso in cui in quelle musiche c’è anche il tuo contributo strumentale. In questo caso il lato artistico si fonde con quello musicale e con quello personale (seguo Gio Bressanelli da quando avevo 12 anni). È un privilegio di pochi. il Gio, citando Violeta Parra, direbbe: «Gracias a la vida».

architetture di carta

architetture-di-carta

architetture di carta

Lavorare è sempre più difficile.
O meglio: lavorare come architetto è sempre più difficile.

Non ho mai voluto lavorare per qualcun altro, convinto che il prestigio della mia scuola e del mio studio potessero valere qualcosa di per sè. Ovviamente mi sbagliavo. La contingenza nazionale e internazionale legata alla “crisi” economica, finanziaria e di valori ha sovvertito un sistema che, nella nostra professione – ma non solo – era naturale. I giovani architetti lo sanno: lavorare appena usciti dalla formazione equivale a svendere il proprio patrimonio di sapere e, in alcuni casi, anche la propria dignità.

Abbiamo atteso tempi migliori ma è diventato drammaticamente evidente che questi tempi migliori non verranno. Almeno non nell’arco delle nostre aspettative di emancipazione.

Nel frattempo tutto il potenziale creativo che abbiamo coltivato in anni di studio spinge per uscire e in pochi casi riesce a trovare una forma. Una forma che però spesso rimane sulla carta.

Gli anni ’80 hanno inventato l’acquisto della casa su carta: comprare un immobile non ancora esistente (di cui non si è i committenti) sulla base di un progetto generalista. Uno dei primi segni del crollo del sistema di relazioni che sta alla base dell’architettura: il rapporto fra il committente e l’architetto (e il costruttore).

Un passo alla volta il sistema che ha generato la compravendita su carta ha saturato il territorio, riempito l’Italia di case – di brutte case – che avevano l’unica istanza di generare profitto per l’impresa, non per dare una casa a qualcuno. Oggi non c’è più nulla da costruire e noi siamo architetti sulla carta, inattivi nel concreto.

I nostri progetti rimangono sulla carta, come sulla carta è scritto il nostro sapere inutile.

Per poter cambiare è necessaria una rivoluzione culturale prima di tutto nostra, di categoria. Generazionale ma non solo.
L’architetto ha le risorse creative per poter affrontare qualunque cosa.
Sono anni che penso che “la creatività risolve”.

Non ho ancora smesso di crederci.

ArchiOAB // un esempio da seguire

il sito ArchiOAB

una schermata del sito http://www.archioab.it

Il 14 febbraio ho inviato al mio Ordine una lettera (qui allegata) per notificare il lancio, da parte dell’Ordine degli Architetti di Bergamo, di un nuovo – in tutti i sensi – sito web.

Il nuovo sito dell’Ordine di Bergamo (OAB) http://www.archioab.it consente la georeferenziazione di tutti gli iscritti, consente cioè di individuare su una mappa l’ufficio e la relativa scheda personale di ogni architetto o studio in cui è possibile inserire informazioni sulle persone e sul lavoro svolto in un agile portfolio. Lo considero uno strumento di grande sostegno per l’attività di tutti gli iscritti, uno strumento in grado di dar loro pari visibilità.

È un piacere segnalare che l’idea e il progetto sono opera di un gruppo, coordinato dall’arch. Francesca Perani (qui il sito web), e che il consiglio dell’Ordine bergamasco ha un’età media piuttosto bassa e una composizione ricca di menti vivaci, anche legate alla didattica della Scuola di Architettura di Milano (Politecnico).

Trovo che il lavoro dell’Ordine Bergamasco sia eccellente e che dovrebbe essere preso a modello da tutti gli altri in una logica di promozione e accesso alle informazioni e alle professionalità. Sarei disponibile, insieme ad altri giovani architetti del territorio, ad impegnarmi perché anche il mio Ordine si doti di questo strumento in concerto con quello bergamasco.

Bambiniassassini a Bologna

mostra allo Spazio San Giorgio, Bologna

un momento della mostra allo Spazio San Giorgio, Bologna

il 22 dicembre si è conclusa la seconda mostra con i BambiniAssassini ospitata dalla galleria Spazio San Giorgio. Ecco il commento della galleria al termine di queste due esposizioni:

Annata millenovecentosettantotto. Parliamo di vini? No, ma da bravi somelier dello
sguardo ci posiamo su Guerini. La creatività risolve. Non solo. Assolve, evolve, involve,
è un revolver carico, puntato dritto verso di noi come gli occhi sgranati e inglobanti dei
Bambini Assassini.
Un grafismo iperbolico, noir, famelico, prende forma leggiadro per dare a vita ad
esserini che non devono chiedere mai, sopraffatti da perbenismi da quattro soldi non
reclamano amore a buon mercato. Ghigni diabolici e teste encefaliche, quasi contenessero
un universo di nevrotica energia. Più divertenti degli psicotici bambolotti neopop del
giapponese Nara, ci canzonano sottolineando soprattutto che non vogliono i vostri
bacini.
Federica Fiumelli
Spazio San Giorgio // Bologna
www.spaziosangiorgio.it

la creatività risolve // il nuovo sito

sketches

il disegno è un luogo del pensiero

Con il 2013 ho il piacere di rilasciare una nuova versione del mio sito web.
Riparto dal disegno, la cosa che so fare meglio e che meglio contribuisce alla qualità del pensiero progettuale.
Buona lettura.